Di morte e d’amore

Di morte e d’amore. La prima indagine di Fortunata, tanatoesteta
di Stefania Crepaldi

Buongiorno cari Lettori,
bentrovati con una nuova recensione.
Oggi vi parlo del primo romanzo di Stefania Crepaldi editor di narrativa e vincitrice del concorso IoScrittore.
Voglio iniziare però con i ringraziamenti, sia a Stefania che al gruppo editoriale per la copia del romanzo che ero davvero impaziente di leggere e che ho divorato un pochissimo tempo.
Ma bando alle ciance! Come sempre prima la descrizione del romanzo e poi la mia recensione.

Descrizione
Le mani di Fortunata sono magiche. Sanno prendersi cura di uomini e donne, con dolcezza e premura. Lavano, vestono, abbelliscono e rasserenano, passano delicate sulla pelle e sul viso. C’è solo un problema: i corpi cui Fortunata provvede sono quelli dei defunti. Lei è infatti l’ultima discendente di una stirpe di becchini, la più antica di Chioggia. Per questo suo padre, un uomo congelato nel dolore per la morte della moglie, vorrebbe che lei ereditasse l’impresa di famiglia. Per questo Fortunata è fin dall’adolescenza vittima dell’ignoranza e della superstizione dei suoi paesani. Il suo sogno sarebbe quello di diventare pasticciera, e mettere le sue mani così abili al servizio della gioia e della festa e non del lutto. L’occasione le si presenta quando viene assunta per uno stage nel catering dei fratelli Mengolin, famosi ristoratori veneziani. Per Fortunata potrebbe iniziare una nuova vita, ma il primo giorno di lavoro, durante lo sfarzoso matrimonio della figlia della famiglia Boscolo, il padre della sposa muore in circostanze poco chiare, e i sospetti sembrano convergere proprio sulla giovane tanato esteta. Così Fortunata, per salvarsi, dovrà improvvisarsi investigatrice. E nel suo cammino così difficile il destino le offrirà uno strano alleato, un uomo misterioso quanto affascinante… Un romanzo giallo che intreccia sorrisi e dolori, con una protagonista piena di voglia di vivere e di amare che fa i conti con la malvagità e l’avidità del mondo, sullo sfondo magico di Chioggia, città magnifica che a volte sembra vivere di vita propria.

Stefania Crepaldi è editor di narrativa e consulente editoriale. Dirige l’agenzia editoriale Editor Romanzi e ha seguito autori che hanno pubblicato con varie case editrici, tra cui Mondadori, Fanucci, Giunti, Sperling&Kupfer, Bollati Boringhieri, Newton Compton. Nel 2020 ha pubblicato Lezioni di narrativa. Regole e tecniche per scrivere un romanzo per Dino Audino Editore. Questo è il suo romanzo d’esordio.

Recensione
Ho sentito parlare pochissime volte del mestiere di tanatoesteta, e generalmente tutte in ambiti cinematografici ma in un romanzo mai, così la figura di Fortunata, protagonista del romanzo mi ha incuriosita fin da subito.
La nostra ragazza però nonostante sia bravissima nel suo lavoro ama fare altro: cucinare dolci.
Per discendenza familiare, Fortunata è stata indirizzata da suo padre, un uomo chiuso nel suo dolore di vedovo, ad intraprendere una strada che non sente sua, un mestiere che viene visto come sinonimo di malasorte e di questo lei ne risente perchè in qualche modo si riversa sul suo sogno di diventare pasticciera.
Ma forse è giunta ad un punto di svolta, quel pizzico di “fortuna” di cui aveva bisogno è arrivato con uno stage presso un famosissimo catering veneziano, ma quello che inizia come un sogno ben presto si trasforma in altro.
Immagino vogliate sapere cosa accade a Fortunata vero? Diciamo che gli imprevisti sono dietro l’angolo e lei cerca di destreggiarsi al meglio delle sue possibilità.

Come vi dicevo nell’introduzione di questo articolo, ho letto il romanzo in pochissimo tempo perchè la storia è scorrevole, ben scritta e con una trama molto accattivante.
Fortunata è una protagonista che di sicuro non rispecchia il nome che porta ma si batte con fermezza per cambiare le cose e questa sua testardaggine mi è piaciuta molto, ma la persona che più mi ha colpita è Vito, un ragazzo che intreccia la strada di Fortunata e che mi ha divertita, incuriosita e lasciata con tanta voglia di saperne di più.

Il romanzo è un giallo molto leggero, che scorre benissimo e che ha la particolarità di avere alcuni capitoli narrati da una voce unica che danno ritmo alla trama e spezzano alcuni momenti di tensione.
Quello che però ho trovato un po’ anacronistico è stato proprio il fatto che il lavoro della famiglia di Fortunata venga visto così di cattivo auspicio dai concittadini della ragazza. Mi ha stupito non poco che questo fatto avesse così tanta influenza anche se posso capirne la necessità ai fini della storia.

Questa prima indagine della tanatoesteta è stata davvero carina ed io non vedo l’ora di leggere il seguito. Perchè ci sarà vero?

Chicca

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