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Favola Splatter

Favola Splatter
di Beppe Tosco con Francesco Tosco

Questa mattina, cari i miei Lettori, ci immergiamo in un romanzo diverso dal solito, dove la normalità è completamente rovesciata in favore della follia, quella più inconsueta e a tratti terribile.
Pronti a visitare una Milano futura?

Descrizione
Un silos colmo di tonnellate di cocaina esplode su Milano e scatena follie e psicosi. Un comandante dei carabinieri e due ragazzi lottano per la sopravvivenza in una città impazzita. Milano. Tra 15 anni. Gheorge Pop è un criminale pieno di idee brillanti. L’ultima, davvero geniale, è quella di riutilizzare la cocaina che – una volta evacuata dai suoi consumatori – abbonda nelle fogne di Milano: raccoglierla, filtrarla, ripulirla, e rimetterla in circolazione. Little Virgin, la chiama (raffinato inglesismo per Madunina). Un tragico giorno d’estate, però, un temporale fa cadere un’enorme gru sul deposito in cui Pop tiene ammassate tonnellate di droga da ripulire, che trascinate dal vento si spargono sopra Milano. E la città impazzisce: i freni inibitori scompaiono, e gli operosi cittadini di Milano si abbandonano ai loro desideri più nascosti. Desideri che, nella stragrande maggioranza dei casi, si rivelano essere estremamente violenti. Vendette, violenze, omicidi dilagano per le vie di Milano, e, come se non bastasse quello che succede davvero, qualcuno si diverte a gettare benzina sul fuoco attraverso il web, dove spopola l’hashtag #MilanoFiesta, che viralizza e diffonde all’infinito le immagini e i video della follia. In questo contesto inizia l’odissea di uno strano trio: Vladi, un ragazzino di origini russe strutturalmente orfano; Lola, adolescente tanto impaurita quanto decisa, e il comandante dei carabinieri De Leo, che – non potendo fare nulla per fermare l’ondata di violenza – decide che la cosa migliore da fare sia provare a salvare almeno i due ragazzini. E intanto si domanda: ma è possibile che sia stata solo una nuvola di droga a scatenare tutto questo?

Recensione
Milano anno 2032. Tutto all’apparenza è tranquillo, tutto all’apparenza è normale. Un falco vola sopra la città, spettatore di quello che sta per accadere.

In alcuni studi televisivi si registrano programmi di dubbio gusto mentre tale Gheorge Pop ammira la sua opera: un silos colmo di sostanze stupefacenti, raccattate dalle fognature e quasi pronte per essere smerciate.
Ma il destino prevede qualcosa di diverso, una tempesta, una gru che cade ed il silos viene abbattuto sprigionando nell’aria milanese un tripudio di follia.
Un autobus che parte alla ricerca di zombie, un’adolescente si tira dietro un ragazzino, un comandante dei carabinieri li guida come meglio può, due fratelli che danno innescano una controversa una moda al grido di … eh no all’ hashtag di #MilanoFiesta e tutto intorno una città intera che impazzisce dando vita ad una favola dove non ci sono buoni e cattivi ma solo folli protagonisti e attoniti spettatori.

Si può davvero recensire un romanzo di questo tipo? Non so davvero rispondere a questa domanda, perchè più che in un libro mi è sembrato di vivere in un film di Tarantino, dove accadono cose incredibili da cui si fa fatica a riprendersi.
Beppe Tosco ha uno stile a suo modo unico, stupefacente, che ti catapulta in un universo parallelo complicato e fuorviante come un labirinto di specchi.
C’è una cattivissima ironia di fondo che più di una volta mi ha fatta sogghignare in stile Jocker, mentre altre volte mi ha lasciata senza parole per la crudezza delle scene; i personaggi sono indimenticabili, a partire da Lola e Vladi i due fuggitivi che assieme al comandante De Leo prendono parte ad una fuga rocambolesca in una Milano tutta da riscoprire.
Non ci si ferma mai, non c’è noia, non c’è tranquillità, il ritmo è serrato e il lettore resta incollato di fronte a qualcosa di sconvolgente. Sconvolgente sì, ma per molti aspetti fedele ad una realtà che spesso ci tocca da vicino.
Tosco ha forse esaltato qualcosa che è davanti ai nostri occhi tutti i giorni, come la tv spazzatura, il tifo cruento, il web peggiore e per questo altamente Glamour.

Un libro certamente non convenzionale Favola Splatter e benchè lo abbia in larga parte apprezzato mi rendo conto che non è un romanzo adatto a tutti, gli riconosco tanti pregi tra cui la scrittura accattivante e la storia originale, ma di sicuro non è il genere di racconto che prediligo, troppo visionario per una persona tranquilla e comune come la sottoscritta.

Così prima di perdermi del tutto in una realtà estrema, mi tuffo tra le pagine di un nuovo libro nell’attesa di rileggerci!

Chicca

6 Risposte a “Favola Splatter”

  1. Alla fine i racconti visionari non mi dispiacciono ma dopo aver letto la sinossi di questo romanzo ci ho rinunciato e poi l’idea della cocaina ricavata dalle fogne…bleah

  2. Sembra un libro interessante: da provare per scoprire sia lo stile degli autori, che dalle tue parole risulta apprezzabile, sia per toccare con mano l’aspetto visionario della storia.

    1. mi piace leggere cose nuove, anche se sono letture molto lontane dalle mie solite apprezzo un libro ben scritto e questo lo è. sicuramente particolare ma a suo modo coinvolgente.

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