Gatti, merletti e chicchi di caffè

Gatti, merletti e chicchi di caffè

Gatti merletti e chicchi di caffè
Gatti merletti e chicchi di caffè


di Anjali Banerjee

Descrizione
A soli 39 anni Lily ha già imparato che esistono dolori da cui non c’è riparo. Da quando suo marito Josh è morto in un incidente stradale, si è iscritta a gruppi di autoaiuto, ha provato a uscire con altri uomini e a frequentare di più le amiche. Poi ha deciso di fare l’unica cosa possibile: partire. Ha stipato il bagagliaio del furgone con meravigliosi abiti disegnati da Josh e si è lasciata San Francisco alle spalle. Per sempre. Lily ancora non lo sa, ma la sua destinazione è Shelter Island, un’isola brumosa al largo di Seattle. E qui, vicino alla Libreria di Jasmine, si imbatte nella casa dei suoi sogni: un cottage vittoriano color burro con le persiane bianche e la veranda blu. Il posto perfetto dove aprire il suo negozio di abiti vintage. Il posto perfetto per ricominciare. Micina è una randagia cresciuta sull’isola, e non è una gatta qualsiasi. Nei granelli di polvere che volteggiano dentro la luce vede cose che gli umani non sanno immaginare: gli spettri del passato e forse anche la forma del futuro. Come Lily, cerca un luogo dove fermarsi e qualcuno da amare. Ben presto Micina diventa una presenza fissa della boutique “C’era una Volta”. Non può parlare, ma intuisce i desideri più segreti delle clienti e riesce sempre a suggerire l’abito giusto.

Recensione
Lily, giovane vedova, si trasferisce in una piccola isola per scappare al dolore della sua recente perdita. In un impeto di follia acquista un piccolo cottage e lo trasforma in un negozio di abiti vintage, gli stessi abiti che suo marito aveva scovato in giro e risistemato per poterli vendere.
Il negozio non va benissimo, almeno nei primi tempi, ma l’arrivo di una micina bianca comincia ad incuriosire i clienti che si lasciano consigliare nelle loro scelte dalla gattina. Sullo sfondo circolano una serie di figure tra cui Bisch figlia di Ben lo scontroso veterinario del paese, Paige l’agente immobiliare e i fantasmi che aleggiano nel negozio.
Il libro è diviso in capitoli dove a parlare e descrivere le scene sono a fasi alterne Lily e la micina stessa. Il libro si legge velocemente, ma a mio parere la noia la fa da padrone. L’escamotage della storia vista con gli occhi della gatta oltre ad essere poco verosimile non da quel tocco di originalità che ci si aspetterebbe al romanzo.
Ogni situazione è scontata, tutti i personaggi si rivelano talmente buoni da dare la nausea, tranne l’ex moglie di Ben, che con il suo menefreghismo mi sembra il personaggio più reale, direi che nessuno si salva.
Peccato, il libro poteva essere più interessante cambiando un po’ la scrittura e facendo di Lily un personaggio meno scialbo. Speriamo che l’autrice faccia meglio la prossima volta!

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