Il battito del sangue

Il battito del sangue
di Tess Gerritsen

Tanto tempo fa si narrava che i baci sono come le ciliegie una tira l’altra, bhe in queste ultime due settimane per me lo sono invece le recensioni visto che ne sto scrivendo davvero tantissime. La mia produttività ha avuto una notevole impennata, forse perchè i suggerimenti che sto raccogliendo dalle mie colleghe Blogger sono troppo gustosi per lasciarmeli sfuggire.
Il libro di cui vi parlerò quest’oggi non è però frutto di suggerimenti bloggereschi bensì è stata una sorpresa che Max e Elena i miei fantastici bibliotecari mi hanno fatto prenotandolo a mia insaputa 🙂

Cosa ne dite ci avranno azzeccato anche questa volta?

il battito del sangueDescrizione
Durante un viaggio a Roma, la violinista americana Julia Ansdell scopre un libro molto vecchio che contiene lo spartito inedito di un valzer dal titolo Incendio, composto da un autore misterioso. Un brano che ha un ritmo unico e inconfondibile, come il battito del cuore. Non appena ne legge le note, Julia resta ipnotizzata dalla melodia struggente e a tratti convulsa, e non vede l’ora di tornare a casa, nel Massachusetts, per interpretarla con il suo violino. Ed è allora che le cose cambiano per sempre. Ogni volta che suona Incendio, infatti, si verificano eventi inquietanti e sanguinosi che coinvolgono sua figlia Lily, una bellissima e, fino a quel momento, placida bambina di tre anni. Quando comprende che a rischio non c’è soltanto la sua sanità mentale, ma anche la sua stessa vita, Julia decide che c’è un solo modo per salvarsi: andare alla radice del mistero. Scopre così che l’autore del valzer è Lorenzo Todesco, un ebreo che ha vissuto un amore tanto potente quanto tormentato negli anni fra il 1938 e il 1944, in una Venezia straziata dalla guerra e dalle leggi razziali. A quel punto Julia parte per la città lagunare. La sua storia si intreccia a quella di Lorenzo, trascinando il lettore fino a una sconvolgente conclusione.

Recensione
I miei primi approcci con Tess Gerritsen sono avvenuti in tempi non sospetti grazie al duo Rizzoli & Isles – si proprio le due gnocche dell’omonimo telefilm – e mi hanno tenuta compagnia per delle piacevoli ore. Anche il battito del sangue ha due presenze femminili molto importanti, una è Julia violinista di professCalle veneziana 2ione e l’altra è Laura violoncellista vissuta in uno dei periodi più bui della nostra storia: la seconda guerra mondiale.

Julia ha una vita tranquilla, agiata, un marito che la ama ed una meravigliosa bambina di 3 anni Lily. Durante un viaggio a Roma si imbatte in un libro che contiene al suo interno uno spartito inedito. Si tratta di un valzer chiamato Inferno dalla musicalità davvero potente, talmente tanto intensa che ogni volta che Julia comincia a suonarlo la sua bambina ha dei comportamenti davvero inquietanti.

Inferno nasconde una storia triste, è stato composto da Lorenzo Todesco talentuoso violinista e figlio di un famoso liutaio veneziano in un campo di prigionia.
Grazie alla musica Lorenzo ha conosciuto la bella e coraggiosa Laura Balboni, di cui si è innamorato perdutamente in un periodo storico purtroppo avverso a chi come lui è ebreo di nascita.

La storia di Julia e di Lorenzo si intreccerà tra le calle veneziane portando alla luce la verità sul destino della famiglia Todesco e su ciò che accade davvero quando Julia suona Inferno.

violinoRomanzo breve, scorrevole e dal buon ritmo narrativo Il battito del sangue non è però tra i lavori meglio riusciti dell’autrice. Nonostante l’alternarsi delle due storie, che danno velocità al romanzo, il finale che ho trovato frettoloso non è riuscito a convincermi del tutto.
Tra le due vicende ho preferito di gran lunga quella ambientata negli anni tra il 1938 e il 1944 che vedono appunto protagonista Lorenzo e la sua famiglia. La parte del racconto che narra invece di Julia poteva a mio parere essere sviluppata diversamente, qualche dettaglio in più avrebbe dato al romanzo quel pizzico di pepe che manca.

Nel complesso voto appena sufficiente per questo lavoro di Tess Gerritsen e come diceva la mia insegnante delle elementari “poteva dare di più”.

Chicca

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