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Il silenzio dei larici

Il silenzio del larici
di Lenz Koppelstätter

Buongiorno Lettori,
oggi ci trasferiamo in Trentino, una regione che amo molto e che ho imparato a conoscere negli ultimi anni, ma prima di parlarvene voglio ringraziare la CE Corbaccio che mi ha omaggiata di una copia de Il silenzio dei larici, romanzo che non conoscevo e che mi ha catapultata in luoghi dove si respira aria pulita e profumi intensi della natura.

Descrizione
Il remoto paesino di Santa Gertrude viene sconvolto, in una bella giornata primaverile, da una scoperta raccapricciante. Proprio vicino ai famosissimi larici millenari, monumento naturale che ha assistito allo sviluppo della civiltà e che attrae da sempre frotte di turisti, viene trovato il cadavere di una ragazza. Del delitto si autodenuncia l’architetto Haller, giunto in valle non da molto, anche se tutti credono che il vero colpevole sia il figlio Michl, un ragazzo particolarmente strano. Starà al commissario Grauner e al suo vice Saltapepe condurre le indagini in Val D’Ultimo, luogo silenzioso quanto i suoi abitanti – come può constatare il napoletano Saltapepe, ancora poco avvezzo alla flora e alla fauna locali – che sono taciturni fino a sembrare reticenti. Soprattutto quando, nei pressi del luogo del delitto, vengono trovate delle pagine appartenenti al diario di un celebre ospite della valle, in cui si rievoca un delitto avvenuto molto tempo prima, quasi cent’anni, e di cui tuttavia, gli abitanti del paese sanno più di quanto non si sia mai detto…

Recensione
Bella, giovane e innocente, Marie viene trovata morta ai piedi dei larici che danno sulla casa dell’architetto Haller, reo confesso di aver ucciso la ragazza perchè invischiati in una relazione, ma l’intero villaggio in Val D’Ultimo punta il dito contro Michl il figlio dell’uomo, preso di mira per via delle sue stranezze.
Grauner, commissario a capo delle indagini però non crede alla confessione dell’uomo, e cerca di farsi strada tra i silenzi omertosi dei valligiani e i misteri irrisolti di ben 100 anni prima che sembrano coinvolgere non solo gli abitanti del luogo ma anche personaggi famosi.

Romanzo dalla trama intricata e scritto con uno stile interessante non è purtroppo riuscito del tutto a coinvolgermi forse proprio per via dei personaggi che mi sono risultati un po’ freddi.
Il protagonista, il commissario Grauner è un uomo per certi versi anacronistico, guida una vecchia panda e non è capace di usare i moderni mezzi di comunicazione, gira senza armi e punta a trovare il colpevole grazie alla tenecia e ad una tecnica d’indagine molto intuitiva, che si basa sulle emozioni, sui confronti che ha con le persone coinvolte nel caso e solo in ultimo sulla raccolta delle prove.
Uomo serio e legato alla famiglia è descritto perfettamente fin nei minimi particolari, l’autore ne delinea un ritratto piuttosto lusinghiero a differenza del suo collega, il partenopeo Claudio Saltapepe su cui concentra tante piccole manie tipiche dei luoghi comuni sui napoletani, facendone un ritratto caricaturale che a mio parere perde di veridicità facendolo sembrare una macchietta a tratti incapace di rivestire un ruolo importante nelle indagini; si riscatterà per fortuna nel finale.
Ed è proprio il finale la parte che ho preferito, scorrevole, veloce e piena di azione si legge in un attimo.

Lenz Koppelstätter si è inoltre concentrato in maniera dettagliata nel raccontarci dei luoghi in cui avvengono i fatti, regalandoci un bellissimo quadro d’insieme non solo della location in cui si svolge la vicenda ma anche di tutte le cose più gustose che si possono trovare in Trentino.
Un giallo che in qualche modo inneggia all’amore per questa terra così ricca e accogliente e che a mio parere di lettrice, con qualche piccola accortezza in più poteva renderla più calorosa e coinvolgente.

Chicca

4 Risposte a “Il silenzio dei larici”

  1. Bella recensione Chicca, la trama mi ricordava qualcosa… poi mi è venuto in mente il serial “un passo dal cielo” ci sono alcune somiglianze (almeno per me).. non penso che leggerò il libro ma non si sa mai…

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