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La casa che mi porta via

La casa che mi porta via
di Sophie Anderson

Ci sono libri che puntalmente ti capitano davanti agli occhi e nonostante tu faccia di tutto per evitarli loro si insinuano comunque nella tua mente. Così complice il fatto di aver bisogno di un romanzo dalla cover verde, ho deciso di intraprendere questo viaggio fantastico assieme alla casa dalle zampe di gallina, a Baba Yaga ed alla piccola Marinka.

Descrizione
Marinka ha dodici anni e la cosa che vuole di più al mondo è trovare un amico. Un amico vero, in carne e ossa, umano. Ma non è facile farsi degli amici se si è nipoti di Baba Yaga e si vive con lei in una casa con zampe di gallina che si sposta in continuazione. La nonna di Marinka, infatti, è una Guardiana dei Cancelli che accompagna le persone nell’aldilà e anche lei è destinata a seguire le sue orme. Ma si deve per forza obbedire al destino che qualcun altro ci ha assegnato? Marinka non sopporta più la solitudine in cui è costretta a vivere e quando conosce una ragazza della sua età, forse l’amica che cercava, rompe tutte le regole. Non immagina certo le conseguenze! Una storia intensa tra Anna dai capelli rossi e La sposa cadavere, con una protagonista coraggiosa che, a forza di scavalcare gli “steccati” imposti dalle circostanze, riesce a costruirsi una vita tutta sua.

Recensione
Me li ricordo ancora i miei 12 anni sapete? Avevo molti sogni, tante certezze e soprattutto tantissime amiche con cui giocare, per questo Marinka, la protagonista del romanzo di Sophie Anderson mi subito entrata sotto pelle, perchè io la capisco benissimo, capisco la sua rabbia, capisco la sua voglia di fuggire via, capisco che sia stufa di una vita che le sta stretta e che la porta a commettere molti sbagli a cui cercherà di porre rimedio con grande fatica.

La casa che mi porta via si è rivelato un romanzo sorprendente, non tanto per la storia in se che forse agli occhi di un lettore molto giovane potrebbe sembrare inizialmente noiosa, ma per il percorso intrapreso proprio da questa piccola Yaga, che è cresciuta e maturata sotto i miei occhi pagina dopo pagina.
I suoi capricci e le sue rimostranze sono condivisibili, lei a differenza di sua nonna Baba non vuole essere una guardiana dei morti, lei vuole vivere, vuole conoscere persone vive e non anime pronte a varcare il cancello che ogni sera la Casa apre per loro.

Conosco solo a grandi linee la figura originale di Baba Yaga, ma in questo libro se ne da una chiave di lettura differente rispetto a quella della mitologia slava, ho trovato il personaggio di questa donnetta sdentata e dai capelli arruffati molto dolce, il suo amore per le anime e il suo amore per Marinka sono davvero commoventi, ed ho provato, nel leggere delle cene prima dei “passaggi”, una sorta di cameratismo che me l’ha fatta apprezzare ancora di più.

Il romanzo si fa amare anche per quella spruzzata di fantasia divertente e per il modo in cui la casa stessa si prende cura della ragazzina, ma ciò che più ho apprezzato è stata la capacità dell’autrice nel rendere tutto così reale e concreto che il pensiero che una casetta possa avere delle zampe di gallina che la portano da un capo all’altro del mondo non è poi così assurda.

Sono molto felice di aver incrociato sulla mia strada questo racconto perchè mi ha regalato tanto e mi ha trasportata come per magia alla mia infanzia che nonostante sia molto lontana mi ha fatto pensare a quei momenti con piacevole tenerezza.

Chicca

6 Risposte a “La casa che mi porta via”

  1. oh bella recensione Chicca, questo libro l’avevo addocchiato molto tempo fa e l’ho messo in lista nei prestiti della biblioteca… adoro la mitologia di tutti i paesi!! ora sono curiosissima di leggerlo

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