Predatore

Predatore
di Patricia Cornwell

Per anni Patricia Cornwell è stata tra le autrici di thriller che più amavo. I suoi personaggi così ricchi di qualità, le sue trame così complesse e spietate mi hanno accompagnata in innumerevoli viaggi in metro deliziando la mia vena di sadica lettrice.
Purtroppo con il passare del tempo però i suoi romanzi mostravano segni di cedimento così per evitare il disastro totale mi sono allontanata da lei e dal suo personaggio più fornutato, Kay Scarpetta, per evitare altre delusioni.
Tutto questo fino ad oggi poichè tra gli obiettivi che dovevo raggiungere per la challenge La Ruota delle Letture c’era un libro con la copertina verde ed io avevo in libreria, ormai da tempo immemore, il romanzo Predatore che avevo acquistato e mai più letto.

predatore-cornwellDescrizione
Per la polizia della contea di Broward, Florida, il caso è chiuso: Johnny Swift si è suicidato sparandosi un colpo di fucile al petto. Ma Kay Scarpetta, che dopo aver lasciato l’Istituto di medicina legale di Richmond è oggi a capo della National Forensic Academy, non è altrettanto sicura. Soprattutto dopo che Pete Marino ha ricevuto la telefonata di un uomo che gli comunica che prove determinanti sono state occultate. A Boston, intanto, lo psicologo forense Benton Wesley sta lavorando a un programma, denominato PREDATOR, che studia il cervello dei criminali per individuare le possibili origini dell’aggressività. E proprio uno di loro gli rivela particolari inquietanti sulla scomparsa di una donna e di sua figlia avvenuta due anni prima.

Recensione
E’ tutt’altro che chiuso il caso che vede protagonista il presunto suicida Johnny Swift. Prove occultate, telefonate strane e indizi che arrivano da persone e luoghi impensati.
E’ stato infatti Pete Marino, collaboratore di vecchia data della patologa Kay Scarpetta a ricevere una telefona molto strana.
Un uomo che si fa chiamare HOG (hand of God) afferma che delle prove sono state nascoste e che “…la mano di Dio punirà i pervertiti…” facendo più che un chiaro riferimento a Lucy, nipote della stessa Scarpetta che a sua volta si trova doppiamente legata al caso Swift poichè durante le sue indagini ha conosciuto una donna con degli strani tatuaggi sul corpo che viene successivamente ritrovata morta.

A Boston, nel frattempo Benton Wesley sta lavorando ad un programma di ricerca, chiamato PREDATOR, che studia il cervello di alcuni tra i criminali più spietati per poter individuare le origini dell’aggressività.
Uno di loro, che ha accettato di sottoporsi all’esperimento, rivela particolari inquietanti sulla scomparsa di una donna e di sua figlia avvenuta ben due anni e mezzo prima.

Cosa hanno in comune questi casi? Chi è davvero HOG? Molti interrogativi aspettano risposta!

Bene amici, tanta, tantissima carne al fuoco in questo vecchio romanzo di Patricia Cornwell. Ritroviamo i nomi più noti dell’autrice e ritroviamo una scrittura che purtroppo sembra replicare i precedenti romanzi. Il calo è evidente e la discesa verso il basso continua. La trama sebbene strutturata correttamente è a mio avviso caotica, troppi personaggi di contorno che confondono il lettore ed un finale che lascia basiti.
Un thriller che si rispetti dovrebbe avere secondo la mia modesta opininione un finale degno di nota e rispondere almeno in larga parte alle domande inespresse. In Predatore ad esempio mancano le spiegazioni fondamentali che avrebbero dato un senso all’omicidio Swift, così come ad un altro omicidio avvenuto e di cui preferisco non spoilerare.

Come avrete capito, la lettura non è stata delle più entusiasmanti pertanto non mi sento di consigliare questo libro, resterò sempre legata alla Cronwell ma temo che da oggi in poi farò a meno della sua compagnia.

Un vero peccato.

Alla prossima
Chicca

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4 thoughts on “Predatore

  1. Questo libro lo avevo letto ai tempi, non mi ha lasciato alcun ricordo particolare, se non la sensazione, come hai scritto tu, di un declino dell’autrice. Risparmiati i successivi, io mi sono fermata un paio di titoli più avanti, quando ho incontrato un killer nano e manipolatore. Niente da fare, non si possono più leggere 🙁

    • librintavola il said:

      A quanto pare il giudizio su questo libro è abbastanza unanime. Però la cosa che mi piace di tutto questo è leggere te e Laura che mi scrivete che anche voi eravate appassionate della Cornwell 🙂
      Tessa so che hai avuto problemi con il form per il commento, probabilmente è wordpress che aspettava il mio ok alla pubblicazione. ogni tanto va in palla e blocca messaggi. ma non chiedermi perchè.
      a presto

  2. Eccomi qui! Io ho divorato per anni i romanzi con protagonista Kay Scarpetta! Appena la Cornwell ne tirava fuori uno, ecco che io correvo a comprarlo e, tempo 48 ore, lo avevo terminato. Poi, come te, ho cominciato a notare una china calante e, lo ammetto, l’ho mollata. Mi è sembrato che tanto l’autrice quanto il personaggio fossero una forzatura continua, come se Patricia si ritrovasse obbligata a scrivere per contratto e non sapesse più cosa raccontarci. A quanto pare, ho fatto bene a salutarla!

    • librintavola il said:

      ciao Laura, abbiamo avuto i medesimi pensieri. anche io come te compravo subito i suoi libri fremente di leggere altre avventure di Kay ma poi l’inesorabile declino. forse era meglio metterla prima in pensione.
      Un vero peccato, a me spiace sempre tanto quando un autore ha queste paurose cadute.

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