Una mamma da sposare

Una mamma da sposare

Una mamma da sposare
Una mamma da sposare

di Olivia Goldsmith

Descrizione
Che fare per togliersi di torno una madre vedova, ancora vispissima e invadente e allo stesso tempo trovare una soluzione ai propri problemi economici? Sigourney, Sharon e Bruce, figli della brillante e arguta Phyllis, alle prese con il quesito di cui sopra, dopo molti rovelli decidono di unire le forze allo scopo di trovare un marito per la mamma. Impresa non facile, perché bisogna pescarne uno ricco, non più giovane, tollerante – dato il caratterino di Phyllis – e magari generoso con i cari, affezionati figliastri.

Recensione
Rieccomi qui dopo una lunga pausa estiva a cercare di rimettermi in pari con i libri letti in questa strampalata estate.
Non sono stati molti devo ammetterlo, ma come tutti i mesi di Agosto la pigrizia mi prende e dedico veramente poco tempo alla lettura. Ma veniamo al dunque, tra i libri letti voglio cominciare con quello che ho trovato veramente orrendo. Ho pescato “Una mamma da sposare” a casa di mia nonna e siccome l’autrice è quella del Club delle ex mogli , del quale mi ricordavo un po’ il film da cui è stato tratto, mi sono detta Perchè No?

Dovevo saperlo che non ne sarebbe venuto fuori nulla di buono, ma la testardaggine incombe.

Phyllis è una anziana vedova che vive in Florida, cocciuta, battuta pronta, perlopiù sarcastica, lingua biforcuta, decide di fare ciò che nella vita crede di non aver fatto bene ovvero la madre. Phyllis ha infatti tre figli, Susan – autoribattezzatasi Sigourney – Sharon e Bruce.
Tutti e tre tremano dinanzi a lei, al suo modo di fare e a ciò che lei rappresenta.
Susan-Sig è in piena crisi di lavoro, le sue ricchezze stanno sparendo a vista d’occhio assieme ai suoi clienti, il suo pseudo compagno le ha dato il benservito. Sharon vive con un marito fannullone ed è costantemente alla ricerca di cibo con cui ingozzarsi e Bruce porta avanti progetti che non sembrano concludere nulla.
Tre fratelli estremamente diversi l’uno dall’altra ma una cosa li accomuna non vogliono che la loro terribile madre torni a New York e soprattutti torni come un tornado a far parte delle loro vite.
Decidono, dopo un briefing in casa di Sig che l’unica soluzione a tutti i loro problemi è accasare quel panzer di donna ad un uomo ricco che provveda insomma a tutti loro.

Mi metterei le mani nei capelli perchè davvero non so da dove cominciare a sparare su questo romanzo. I personaggi sono di una antipatia incredibile, arrivisti quasi tutti, e quelli che non lo sono invece hanno dalla loro lo snobismo. Un romanzo sciocco senza consistenza che non è mai riuscito a coinvolgermi, Sharon con le sue lacrime da coccodrillo era una vera agonia, Sig con le sue arie da superdonna-non-mi-sta-andando-bene-nulla è la peggiore, pensa solo a se stessa e a quello che può fare per ottenere un personale tornaconto usando la madre settantenne e Bruce uomo di poco carattere incline alla battuta (pietosa) e tirapiedi di sua sorella maggiore.
Un finale scontato, idiota, peggio di una favoletta della buonanotte è di una tristezza assoluta, un libro da stroncare su tutti i fronti. Fatevi un favore passate oltre.

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