Ci provo con #16 – Il Giglio Nero

Ci provo con #16 – Il Giglio Nero

Cari Lettori
bentrovati, per la rubrica Ci provo con ho deciso di parlarvi di un libro che ho letto ad ottobre per il quale ringrazio la CE ODE Edizione per la copia digitale del romanzo.
Purtroppo quello che su carta doveva essere per me un titolo interessante si è rivelato una delusione e a breve vi spiegherò i motivi.

Come sempre a questa rubrica non partecipo da sola ma assieme a me ci sono …

grafica a cura Le mie ossessioni librose

Descrizione
Stafford Graves è un affermato investigatore che ha rinunciato alla sfera privata pur di
raggiungere i successi professionali.
Megan Black è una donna forte e determinata, ma con una vita già segnata dalla follia umana.

“Due gocce d’acqua nel fango della vita” sono le parole che Megan rivolge al freddo Stafford durante
uno dei loro molteplici casi.
In una Londra cupa e indifferente una grande storia di umanità e amore.

Recensione
Un detective geniale, un po’ misantropo che suona il violino e non disdegna la droga, Stafford Graves è il protagonista di questo noir ambientato in una Londra cupa e meschina. Suo buon amico è il Dottor Wilson che cerca di placare le intemperanze dell’uomo che spesso viene chiamato da Scotland Yard per la risoluzione di casi difficili.
Cosa vi ricorda tutto questo?
Si anche a me è sembrato di essere di colpo finita in un romanzo di Sir A. Conan Doyle ma purtroppo tutte le analogie terminano qui.

La trama, se avete notato, fa anche riferimento ad una donna di nome Megan, il famoso Giglio Nero, che instaurerà con Graves un rapporto complicato per via del passato di lei.
Cosa in questo romanzo non ha funzionato nonostante la trama apparentemente avvincente? Per me troppe cose. Innanzitutto scontrarsi con un personaggio iconico come Sherlock Holmes è molto più che un azzardo soprattutto se la tanto decantata genialità di Graves non la si trova da nessuna parte del romanzo; romanzo che sembra non avere un percorso lineare ma una serie di accadimenti che ruotano oltre che attorno a Graves anche a questa donna che viene reclutata dai servizi segreti inglesi come spia.
Io però mi chiedo: su quali basi?
Poco e nulla viene detto sulle capacità di Megan e su come le abbia acquisite, nulla viene detto su come abbia vissuto e con quali mezzi dopo il suo “incidente”, nulla viene specificato per farci capire come sia arrivata a Stafford e lo abbia messo in scacco in un istante.
Tutto viene narrato in modo superficiale e mi duole dirlo ma ho fatto veramente fatica a finire il romanzo.

Un ultimo appunto prima di concludere, mi aspettavo nelle note finali dell’autrice qualche parola di elogio o una frase del tipo “Questo è un omaggio al grande lavoro di sir A.C. Doyle” che facesse capire al lettore che per scrivere la sua storia, la Puglielli avesse attinto ad una produzione più famosa e che in qualche maniera l’avesse ispirata. E invece nulla.

Questo romanzo è il primo di una dilogia che ho deciso di non continuare. Peccato perchè da estimatrice di gialli, noir e thriller mi aspettavo molto ma molto di più.

Chicca

12 Risposte a “Ci provo con #16 – Il Giglio Nero”

  1. Peccato, i presupposti sembravano buoni ma andrà meglio con la prossima lettura.
    Personalmente cerco sempre di evitare romanzi che abbiano protagonisti troppo simili ad altri che già conosco proprio per questo motivo.

  2. Ma che peccato! Le potenzialità sarebbero state ottime, e in questi casi a me dispiace ancora di più per l’aborto…😒

  3. Proprio come successo a me, il libro aveva del potenziale ma purtroppo ha deluso le aspettative! Speriamo di rifarci prossimo mese!

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