Il delitto di via Brera

Il delitto di via Brera

il delitto di via Brera
il delitto di via Brera


di Dario Capranzano

Descrizione
È una calda mattina di luglio del 1952 quando la bellissima Mariangela scopre il cadavere del suo principale, titolare di uno studio pubblicitario in via Brera, riverso sulla scrivania con un vistoso squarcio alla tempia, palesemente vittima di un omicidio. Il compito di scoprire l’assassino spetta a Mario Arrigoni, commissario capo del Porta Venezia. L’indagine rivela lentamente e faticosamente luci e ombre, più ombre che luci, della vita del defunto, attraverso interrogatori che coinvolgono svariati personaggi appartenenti al mondo della vittima. Ma l’inchiesta non va avanti come il commissario vorrebbe: mancano testimoni e prove e, soprattutto, non emergono moventi credibili, tanto che si potrebbe sospettare di tutti e di nessuno… Il caso sembra arrivato a un punto morto finché, grazie alla messa a fuoco di un particolare apparentemente insignificante, Arrigoni trova la chiave di volta per arrivare alla più sorprendente delle soluzioni.

Recensione
Milano, commissariato Porta Venezia, telefoni che non squillano e calma apparente. Il commissario capo Arrigoni è intento a stupirsi dei pochi reati in giro quando il suo superiore, Respighi, lo chiama per metterlo a capo dell’indagine dell’omicidio di Osvaldo Verga, presunto architetto che lavora in quel di via Brera.
Nonostante gli abbiano affibbiato una patata bollente, visto che si tratta di una giurisdizione non coperta dal suo commissariato, Mario Arrigoni si sente orgoglioso di essere chiamato in causa ma soprattutto è felice di poter mettere al lavoro il suo talento investigativo.
Il cadavere del non-architetto Verga è stato trovato in ufficio dalla sua avvenente collaboratrice Mariangela, e siccome il palazzo in cui risiedono gli uffici è relativamente vuoto, in poco tempo i possibili testimoni e/o sospetti vengono convocati per i primi colloqui ufficiali.
Il quadro che ne viene fuori mostra come lo studio pubblicitario del morto navigava in cattive acque da un po’ di tempo, dipendenti in fase di licenziamento e una possibile tresca amorosa con la bella Mariangela.
Ma gli indizi scarseggiano, nessuna arma del delitto è stata rinvenuta e l’assenza di un movente sembrano bloccare l’indagine.
Per fortuna Mario Arrigoni è un ottimo investigatore …

Ecco come per caso, mi sono ritrovata a leggere nel giro di pochi giorni due libri ambientati negli anni ’50, ma se nel primo la location era una New Orleans fatta di gangster e prostitute, in quest’ultima ci troviamo in una caldissima Milano.
Lo stile è tipico dei romanzi Noir, abientazione, personaggi e un protagonista che è un antieroe per eccellenza, intelligente e simpatico ma per nulla avvenente e facilmente dimenticabile.
La scrittura è semplice, alcune volte un po’ monotona, almeno per il mio gusto, ma ha dalla sua delle buone descrizioni dell’epoca, cosa che ultimamente vedo mancare in molti libri.
La trama fino ai tre quarti del libro non lascia intravedere il possibile assassino proprio perchè tutti i partecipanti alla vita del morto possono essere innocenti o meno.
Qualche dettaglio buttato qua e la fa intravedere una possibile soluzione al caso e il lettore è invogliato a raccattare indizi assieme ad Arrigoni e al fido di Pasquale.

Ho scoperto che questo libro è solo uno dei tanti dedicati al commissariato Porta Venezia, per cui non mi resta che procurarmi anche gli altri!!!!

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