La Vetrina degli Scrittori #19

La Vetrina degli Scrittori #19

Francesca Lesnoni

Bentrovati miei cari Lettori,
e benvenuti ad una nuova puntata de La vetrina degli scrittori. Quest’oggi nostra graditissima ospita è Fancesca Lesnoni, una donna che ha tutta la mia stima per le meravigliose cose che ha fatto, e fa, nella sua vita.
Basta infatti leggere un po’ della sua biografia per capire di cosa sto parlando:

Francesca Lesnoni è nata in Inghilterra, vive e lavora a Roma. Per alcuni anni, durante il suo tempo libero, ha “insegnato” pittura in un carcere minorile, da questa esperienza è nato un libro di racconti: “Kunia e le altre”, pubblicato da Stampa Alternativa nel 1992. Da sedici anni è volontaria dell’Associazione Peter Pan Onlus che offre ospitalità ai bambini oncologici in cura all’Ospedale Bambino Gesù e alle loro famiglie. Per quattro anni ha “insegnato” scrittura creativa a ragazzi con handicap mentale.

Francesca ci presenta il suo libro “Solo l’amore” pubblicato a Gennaio di quest’anno. Ecco un po’ di informazioni.

Titolo: Solo l’Amore
Autore: Francesca Lesnoni
Illustratore: Alessia Coppola
Editore: Self Publishing
Data di pubblicazione: 25 gennaio 2016
Genere: Romanzo
Pagine: 155
Prezzo: Euro 2.99
Disponibile su Amazon

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Lucia è scomparsa… nessuno sa che fine abbia fatto la dolce sorella di Carlo, unico indizio un biglietto:
“Non preoccupatevi, sto bene. Vado dove ho sempre desiderato essere, da che ho memoria…”
Nessuno però si preoccupa realmente della sparizione di Lucia tranne Pier che, innamorato da sempre di lei, decide di prendersi un anno sabbatico per dedicarsi alla misteriosa ricerca.
Per sua fortuna Pier potrà contare sull’aiuto di alcune persone, come i signori Dardi, due amabili vecchietti, che gli consegneranno dei bigliettini scritti da Lucia; o Luigi, un sapiente tappezziere con la passione per la lettura, che lo aiuterà a mettere ordine nei suoi taccuini pieni di appunti e divagazioni; o l’amatissimo padre che, al momento opportuno, saprà cogliere una traccia importante…
Ma, prima di trovare Lucia, Pier dovrà confrontarsi con una diversa percezione di sé e degli altri, rivisitare la propria vita, comprendere qual è il suo vero sogno…
Grazie al suo intelligente umorismo e piccoli colpi di scena, Pier si ritroverà su un aereo diretto a Parigi.
Sarà lì che finalmente rincontrerà Lucia?

Anche se può sembrare stolto o paradossale o folle,
ho scelto la metà mezza piena del bicchiere,
la sola che doni la vera gioia.
E sorrido

Breve Intervista

Ciao Francesca e benvenuta su Librintavola,
Ti va di raccontarci un po’ di te e della tua vita? Nella tua biografia ho letto che fai molte cose davvero belle, come essere volontaria per una associazione che aiuta i bambini. Ti andrebbe di parlarci di questa tua esperienza?

Ho iniziato a essere volontaria a undici anni.
Due piani sotto di me, abitava una splendida professoressa di lettere. Scendevo da lei tutte le volte che potevo. Parlavamo di poesia, di pittura, di musica, le leggevo quello che scrivevo e, incredibilmente, mi ascoltava con estrema serietà. Insegnava in un Istituto per ragazze con handicap fisico e mentale. Un giorno mi chiese se volevo essere la sua “assistente”, quando teneva lezione di pomeriggio. Non mi sembrò vero! Amai quelle ragazze a prima vista. Da loro ho ricevuto molto più di quanto ho dato. Mi hanno fatto comprendere la preziosità della vita, l’importanza di non farsi abbattere dalle difficoltà, di trasformarle in un’occasione per crescere, osare, per trasportare le montagne e compiere meraviglie…
Da allora non ho mai smesso di essere volontaria.
Per molti anni, durante il mio tempo libero, ho “insegnato” pittura nella sezione femminile di un carcere minorile. Credo di avere imparato lì cos’è la vita, di avere capito dietro quelle sbarre che è molto più sorprendente di qualsiasi immaginazione, molto più dolorosa, più poetica, più crudele, più sconcertante, più dura, più dolce… Le ragazze che ho conosciuto in prigione sono rimaste indelebilmente nella mia memoria e a loro ritorno, ai loro occhi, ai loro visi, quando mi sembra di vedere solo perbenismo, ipocrisia, finzione, e sento il bisogno di verità.
Da sedici anni, il mercoledì sera, divento Trilly nella casa di Peter Pan che accoglie i bambini oncologici in cura all’ospedale Bambino Gesù di Roma. Pensando a loro, sento corrermi nel cuore tutto il riso che abbiamo riso, che abbiamo cercato di ridere, anche nei momenti più bui… le canzoni che abbiamo cantato, le fiabe che ci siamo raccontati, i segreti che abbiamo condiviso, i sogni che abbiamo sognato… senza ieri, senza domani, in un oggi vibrante che si dilata sino a diventare eterno…

Com’è il tuo rapporto con i libri? Li leggi, li scrivi oppure entrambe le cose?

Ho sempre letto e scritto da che ho memoria. Le parole dei libri che ho amato camminano con me, riemergono all’improvviso, mi risuonano dentro, continuano a stupirmi, a rivelarmi un oltre che non ha fine. Anche quelle che ho scritto io, so di non averle ancora comprese, è bello sapere che l’oltre è dentro di noi.

Dove hai trovato l’ispirazione per creare la storia di Pier e Lucia? Chi tra loro è il tuo preferito? Pier e Lucia sono personaggi totalmente inventati oppure in loro hai messo anche un po’ di te stessa?

Mi interessava raccontare lo struggente incanto della luce che nasce dal buio, della speranza che d’improvviso illumina la vita, quando ormai non li aspetti più.
Credo che ogni scrittore scriva sempre un po’ di se stesso, del mistero profondo e affascinante che tutti siamo, ma anche delle persone che incontra o immagina di incontrare. E’ importante guardarle con curiosità e stupore, non dare niente per scontato. Sono fonte d’ispirazione grandissima. Non ho un personaggio preferito, li ho amati tutti, ognuno di loro è riuscito a insegnarmi qualcosa anche quando mi ha accompagnato solo per poche righe.

Quanto è stato impegnativo scrivere questa storia e chi è stata la prima persona a cui l’hai fatta leggere?

Avevo scritto solo il primo capitolo, una brutta caduta mi ha costretta all’immobilità per due mesi, l’ho buttato giù di getto. Poi ci ho lavorato per quasi due anni, nei ritagli di tempo.
La prima persona che l’ha letto è ovviamente la splendida professoressa di lettere che abita ancora nel palazzo in cui sono tornata ad abitare.

Se potessi associare i personaggi che popolano il tuo libro a dei frutti quali sceglieresti e perchè?

Che bellezza, il gioco del “Se fosse”!
Dunque, vediamo… (negli aggettivi ci sarà il perché):

Lucia sarebbe un mandarino: colore caldo, solare, allegro; profumo intenso, delicato, eppure con punte agrodolci che creano un affascinante contrasto; dimensioni piccole; fragile se paragonato all’autorevole arancio, tuttavia proprio questa sua fragilità lo rende fresco, vivace, ardente, delizioso.

Pier, una castagna: la durezza della scorza e il colore scuro nascondono un chiarore inatteso all’interno che cambia in un giallo caldo quando il fuoco la avvolge; il pudore, la timidezza, il timore diventano generosità, dolcezza, pazienza; è un frutto umile e per questo meraviglioso.

Il papà di Pier, uva da vino: bianca, rossa, con infinite variabili di sfumature; sapori infiniti; infiniti profumi; quando arriva al suo massimo splendore, l’uva viene pigiata… La sofferenza della pigiatura non la distrugge ma la trasforma… in squisita bontà, unica e irripetibile: non esiste una bottiglia di vino uguale a un’altra.

La mamma di Pier, un fico d’India: le spine rivelano la sua scontrosità, il suo bisogno di difendersi, inducono le persone alla prudenza ma in realtà nascondono una dolcezza sconfinata che in fine si rivela, ricordandoci il rischio del giudizio, del fermarsi all’apparenza.

Luigi, una fragola di bosco: piccola, minima, nascosta; quando ne scopri il profumo e il sapore, ne capisci la passione, la rarità, il coraggio, non la dimentichi, vorresti riassaporarla di nuovo.

Alba, una ciliegia: civettuola, supponente, vanitosa ma gioiosa e divertente anche nelle sfumature più scure.

Tiberio, un melone bianco: chiaro all’esterno e all’interno; candido, mantiene l’innocenza dell’infanzia anche quando è giunto a maturazione.

I personaggi sono molti di più, magari continueremo in un’altra occasione.

Come ti sei sentita quando hai terminato di scrivere “Solo l’amore”?

Ho sognato che potesse accendere una piccolissima luce in chi è nel buio, anche solo l’accenno di un sorriso.

Prometto che questa sarà l’ultima domanda e poi metterò fine alla mia curiosità. Sei al lavoro su di un nuovo libro? E se si ti andrebbe di darci qualche notizia in anteprima?

Sono tornata a lavorare al romanzo che avevo cominciato prima di Solo l’Amore. Il titolo racchiude il frutto che Lucia sarebbe.

Cari Lettori anche per questo nuovo appuntamento con la mia rubrica del cuore è tutto. Ringrazio moltissimo Francesca per essere stata con noi ed aver accettato di farsi intervistare da una curiosona quale sono e come sempre:

Sosteniamo i nostri autori!!!

Chicca

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