Una donna indipendente

Una donna indipendente

Una donna indipendente
Una donna indipendente

di Elizabeth von Arnim

Descrizione
La venticinquenne Rose-Marie vive a Jena insieme al padre, il professore, quando nella loro vita arriva Roger, un giovane inglese, nobile decaduto, in Germania per imparare il tedesco. I due si innamorano, Roger si dichiara, ma deve tornare in Inghilterra dalla famiglia, e le lettere che Rose-Marie gli scrive sono piene di impazienza, ansiose di avere una risposta. Ma fin dalle prime pagine è chiaro che la fedeltà di Roger si appanna velocemente: la distanza, il temperamento e le condizioni sociali rendono difficile il rapporto. Spunta un’altra donna, bella e ricchissima. Si assiste così all’altalena dell’amore tra due persone molto differenti, e la vicenda si dipana solo grazie alle lettere di Rose-Marie: quelle di Roger si possono solo immaginare dalle risposte della ragazza, ben decisa a imporre la propria volontà.

Recensione
Ci sono alcuni libri per i quali mi è davvero difficile cominciare una recensione, alcune volte perchè mi hanno entusiasmata talmente tanto che voglio tenere dentro di me ancora per un po’ le belle sensazioni che mi ha lasciato e non condividerle con nessuno, altre perchè il libro letto mi ha profondamente delusa e altre ancora perchè semplicemente faccio fatica a mettere insieme frasi che diano un senso all’accozzaglia di pensieri che provo nei confronti di uno scritto.
Nel caso di “Una donna indipendente” tutto mi è difficile.
Ho preso questo libro, come quasi tutti gli altri che leggo, in biblioteca, l’ho prenotato chissà quando e poi me ne sono scordata. Quando l’ho avuto tra le mani ero in imbarazzo, mi sono chiesta perchè ho preso questo libro? Che scintilla è scoccata tra di noi? Non lo so e credo che non lo scoprirò mai.

Fin dalle prime pagine mi sono accorta che la storia che leggevo era stata scritta in altri tempi, per cui incuriosita dal modo di scrivere dell’autrice ho fatto qualche ricerca.

Elizabeth von Arnim
Elizabeth von Arnim

Ho scoperto che Elizabeth von Arnim è stata una romanziera inglese, nata in Australia nel 1866, quindi avevo visto giusto questo è un romanzo di altri tempi, molto lontano da quello che sto leggendo ultimamente.

“Fraulein Schmidt And Mr Anstruther” questo il titolo in originale, è un romanzo epistolare che racconta attraverso le lettere scritte dalla protagonista Rose-Marie Schmidt a Roger Anstruther, un anno e mezzo della sua vita.
Rose-Marie e Roger si sono conosciuti nella casa di lei durante il periodo in cui il giovane uomo studiava tedesco dal padre della Fraulein, si sono innamorati ed hanno vissuto un breve momento di intensa passione, almeno per i canoni dell’epoca.
Le sue prime lettere cominciano tutte con un Caro Roger, per poi trasformarsi con il passare dei giorni in Caro Mr Anstruther dopo che lui le ha fatto chiaramente intendere di aver conosciuto un’altra donna. Le lettere narrano della vita quotidiana della giovane, i rapporti con l’amato padre, le incomprensioni con la sua matrigna, la vita da persone povere circondate da studenti benestanti. In ogni missiva si nota quanto sia diversa R-M rispetto alle altre fanciulle dell’epoca, lei così “indipendente” vive momenti di gioia nel leggere Goethe e momenti di smarrimento al ricordo della madre, ma non si lascia mai scoraggiare nemmeno nei periodi di estrema povertà.

Rose-Marie dice di se stessa:

… cerco di consolarmi del fatto di avere un’intelligenza indisciplinata. So di essere indisciplinata, e che il massimo che voi gente disciplinata, regolata e ligia fin dalla culla potete fare nei miei confronti sia sopportarmi con indulgenza.

e secondo me questa frase racchiude benissimo il suo Io interiore.

Non sono abituata a leggere autori non contemporanei e forse da questo punto di vista non sono la persona migliore a recensire questo libro, ma poichè sono partita, ha poco senso fermarmi adesso.
Non riesco più a trattenermi devo dirlo: Questo libro è di una noia mortale!
Pagine e pagine di lettere a senso unico, verso un omucolo che di serio ha poco e niente e sembra solo un bambino viziato, una protagonista si indipendente per l’epoca, ma mi spiace dirlo anche estremamente noiosa nelle sue descrizioni. Il romanzo ha di per se poca vita e non dipende dal tipo di scrittura vecchio stile. Cime Tempestose è un libro meraviglioso, benchè non scritto in tempi moderni, ma questa donna indipendente, non riesce ad arrivare al cuore, tutto sembre freddo come la neve di cui ci parla verso la fine del romanzo, quella neve che la lascia in comtemplazione.
Ho faticato a finire la lettura, sono andata avanti caparbiamente perchè speravo in qualcosa, quella scintilla di cui vi parlavo sopra e che mi fa scegliere un libro piuttosto che un altro, ma lo scintillio non è mai arrvato, e con estremo piacere ho chiuso l’ultima pagina del romanzo per potermelo lasciare alle spalle e tuffarmi in qualcosa che mi dia un po’ più di soddisfazione!

A presto

 

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