La detective miope

La detective miope
di Rosa Ribas

Buongiorno miei cari Lettori,
torno tra voi con la recensione di un giallo breve e molto particolare, tanto che ancora oggi non so bene se mi sia piaciuto oppure no!
Non sono impazzita è che semplicemente faccio fatica a districarmi dal flusso emotivo che mi ha lasciato. Cercherò in ogni caso di fare del mio meglio per mostrarvi i pregi (o i difetti) della Detective miope.

la detective miopeDescrizione
Irene Ricart è una detective privata di Barcellona. È appena uscita da un ospedale psichiatrico dove è rimasta internata per diversi mesi dopo che il marito – un poliziotto – e la figlia di dieci anni sono stati assassinati. Ora che ha perso tutto, Irene ha un unico obiettivo: trovare la persona che ha sterminato la sua famiglia. Basandosi sulla teoria dei sei gradi di separazione, si convince che può riuscire a scovare il killer dal momento che, se già normalmente tutte le persone sono collegate tra di loro, potrebbero esserlo anche i casi criminali. Fortunatamente Miguel Marín le offre di lavorare per la sua agenzia e Irene comincia a risolvere i primi casi che la mettono in contatto con personaggi abbastanza improbabili e originali – un venditore di hamburger convinto di essere l’erede al trono delle Hawaii, una rumena specializzata nell’estrarre il veleno dai ragni, un’attrice porno che soffre di alopecia… Ma Irene ora ha fretta, perché man mano che procede nelle sue investigazioni la sua incalzante miopia aumenta proporzionalmente… Con La detective miope Rosa Ribas ci fa un regalo grandissimo: ci dona una protagonista indimenticabile, Irene. Una donna rimasta sola, privata brutalmente delle persone più importanti della sua vita, trova dentro di sé una forza dirompente e riesce a raggiungere un obiettivo considerato impossibile agli occhi di tutti. Quella di Rosa Ribas è una voce nuova, piena di ironia e sentimento, capace di dipingere con maestria la complessità, ora buffa ora dolente, della mente umana e forgiare un romanzo intimista ma al tempo stesso ricco di momenti di grande umorismo.

Recensione
Irene è una donna emotivamente distrutta. Non c’è altro aggettivo per descriverla. Ha perso il marito e la figlia in un brutale assassinio di cui non si è ancora scoperto il colpevole ed un giorno in preda ad un profondo shock viene ricoverata in un ospedale psichiatrico.
La sua vita sembra in qualche modo finita, ma grazie ad un articolo di giornale in cui si parla della teoria dei sei gradi di separazione si convince di poter scovare il killer dei suoi cari. Così dopo essere stata assunta dall’agenzia di investigazioni Marìn comincia la sua “lotta contro il tempo” alla ricerca della verità.

Un libro profondamente triste quello della Ribas dove l’atmosfera cupa regna in ogni pagina. La detective Ricart segue con costantza e puntiglio i casi che le vengono sottoposti al fine di confutare la famosa teoria dei sei gradi di separazione. Ogni sua azione ha un fine logico, ogni sua scelta serve a mostrare agli altri che lei è sana di mente e può farcela, ed ogni giorno sa dove la strada che sta percorrendo la porterà.

Come vi dicevo faccio molta fatica a scrivere delle emozioni che mi ha suscitato questo libro, perchè se da una parte ho apprezzato moltissimo lo stile asciutto e senza fronzoli dell’autrice, dall’altro non mi ha convinto fino in fondo il nesso tra i vari casi che la detective sta seguendo e quello dell’omicidio irrisolto.
Forse nel complesso manca un pizzico di pepe che avrebbe dato al romanzo quella marcia in più mancante.
Nonostante ciò è un libro che vi suggerisco di leggere se amate il genere soprattutto in virtù del fatto che è davvero breve e si legge in un lampo.

Alla prossima
Chicca

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